Michelin Power Gp, Questa è la soluzione sportiva stradale della casa francese con l’omino marshmallow che sgomita per posizionarsi nello stesso segmento occupato dalle Pirelli Rosso Corsa 2, dalle Dunlop SportSmart TT e da tutte quelle coperture pensate per un 50 e 50 strada/pista. Ma ci sarà riuscita? scopriamolo!
Entrambe le coperture anteriore e posteriore sono bi-mescola, come si può vede anche ad occhio nudo. Quella centrale è con silice e più dura per aiutare il chilometraggio, il grip su fondo bagnato e anche la stabilità alle alte velocità, mentre quella sulle spalle è più morbida e con nero fumo per strizzare l’occhio al massimo grip in condizioni d’asciutto e anche in pista.

Le tecnologie usate da Michelin per accoppiare queste due mescole diverse sono la 2CT all’anteriore e la più particolare 2CT+ al posteriore che consiste nel far proseguire la mescola centrale, in silice, sotto quella laterale, più morbida, per dare maggior sostegno in piega e aiutare un riscaldamento più omogeneo della gomma. La percentuale degli intagli sulle Power Gp è del 6,5% a fronte di un minimo legale, utilizzabile su strada quindi, del 4%, soglia raggiunta invece dalla sorella pistaiola Power Cup2. La carcassa di questa Michelin non è così morbida come quella di una delle sue avversarie, la Rosso Corsa 2, ma non siamo cmq ai livelli delle più spinte Dunlop, diciamo si piazza a metà strada tra i due estremi.

Anticipo subito la domanda più comune quando si parla di gomme, dicendovi che le sto provando, e mi sto trovando bene, in questo periodo di primavera/estate, con 2.3 bar sia all’anteriore che al posteriore.
Ma vi ricordo che queste NON vogliono essere il riferimento per nessun’altro al di fuori di me, della mia r1, del mio stile di guida e non ultimo il mio gusto personale. Per buona pace di chi “se non le metto a 1.8 non mi sento sicuro” o chi si sente un criminale se su qualsiasi gomma gli capita sotto il sedere non mette le pressioni come riportato sul manuale.
Questa Power Gp è un po’ gandalfiana, consideratela la “gomma della terra di mezzo”, ma non perché sia magica bensì per il suo equilibrio che la contraddistingue, in pieno stile 50 e 50 è una via di mezzo, se questo vale per la carcassa, vale anche per il profilo. Non è tra i più tondi, progressivi e gentili che troviamo su gomme prettamente stradali ne tra i più appuntiti delle pistaiole tirate per i capelli per venire omologate su strada.
Ha un profilo e una maneggevolezza che accompagna molto l’ingresso in curva, non devo accompagnarla io all’interno, ma lo fa lei…come un motociclista in crisi d’astinenza che non vede l’ora di farsi le sue prime curve della stagione. Ma una volta entrata in curva, e soddisfatta questa sua voglia di stare in piega, torna ad essere molto docile e tranquilla lasciandosi guidare per il resto della curva, in poche parole: dove la metti lei sta’.
Il comportamento in percorrenza è sincero e trasmette molto di quello che avviene tra gomma e asfalto, soprattutto l’anteriore. Anche con una andatura molto allegra è veramente difficile mettere le Power Gp in difficoltà su strada, a meno di non trovare un asfalto con poco grip o mandare il cervello in standby e dare manate di gas suicide. Si riesce a modulare bene il freno anteriore anche a moto piegata senza subire quel fastidioso effetto raddrizzante che può presentarsi in queste situazioni.
Sia chiaro, non che su strada si debba entrare con i freni in mano ad ogni curva, ma è comunque un aspetto positivo che non dispiace avere, mentre per quelle volte che si va in pista…beh torna molto comodo.

Le pressioni raccomandate da Michelin per divertirsi tra i cordoli sono di 2.1 bar all’anteriore e 1.9 bar al posteriore a freddo e non vengono riportate le pressioni a caldo, questo anche perchè le Power Gp, come altre nel segmento 50-50, sono pensate per essere usate senza termocoperte, sono così: cotte e mangiate.
Per quanto riguarda i tempi di riscaldamento su strada non posso che esserne pienamente soddisfatto, dopo pochissime curve sono già lì, presenti e pronte trasmettendo fin da subito confidenza e precisione in curva. Non ho i dati tecnici alla mano ma credo proprio che a fare la magia sia stato un mix tra un range d’esercizio molto ampio e silice più mescola morbida sulla spalla. Ho iniziato ad usarle in aprile, quindi con temperature già più umane rispetto a quelle invernali, in estate quindi questo aspetto può solo che migliorare.
Rispetto alle Pirelli Rosso Corsa 2 queste Power Gp le ho trovate più agili e rapide in inserimento di curva pur mantenendo lo stesso livello di neutralità una volta in piega, caratteristica che mi è sempre piaciuta delle Rosso Corsa 2. È ancora presto per fare una stima sulla durata ma, se mi dovessi sbilanciare ora con poco più di 500km di curve sulle spalle (mie e della gomma), non prevedo che durino tanto quanto hanno fatto ormai tre treni di Rosso Corsa 2, riuscendo a viaggiare sempre sui 6000-7000 km. Ma qualcosa in meno, magari sui 5000-5500, nonostante comunque i sui circa 6mm di spessore utilizzabile, che non sono pochi. Ma il compound è più morbido!
Nonostante la sua predisposizione sia come abbiamo detto 50% strada e 50% pista, questo non vuol dire che se pensiamo di farci solo strada non vadano bene, anzi…vanno molto meglio per un utilizzo prettamente stradale che per uno prettamente pistaiolo. Dove le Power Gp però peccano un po’, lo si può vedere a colpo d’occhio, sono gli intagli e quindi la loro capacità di drenaggio dell’acqua. Vanno si benissimo su strada, e difficilmente raggiungeremo il loro limite, senza prenderci più di un rischio, ma se pensate di utilizzarle spesso in condizioni bagnate, allo forse meglio indirizzarsi verso le sorelle più stradali Power 5 (full silice).
AGGIORNAMENTO consumi: Ero stato un po’ pessimista con le previsioni, queste Power Gp mi hanno accompagnato per ben 7000 km! Con ancora un millimetrino-ino-ino prima del segnalatore d’usura. WOW!







