Eccoci al secondo episodio su “Come e cosa migliorare nella guida su strada”. Dato che nel primo abbiamo parlato del tipo di vista da usare su strada, ora vedremo le traiettorie. Ti consiglio di allenare tutti questi aspetti che stiamo affrontando in questi articoli seguendo l’ordine cronologico degli episodi, perché una volta presa la mano con uno, verrà molto più facile allenare il successivo.
La traiettoria
Torniamo alle nostre traiettorie su strada, per alcuni questa parola: traiettoria, potrà risuonare come una blasfemia, ma ovviamente non si parlerà dello stesso concetto di traiettoria che si è abituati a sentire in pista. Qui si parla di acquisire la consapevolezza di dove si stanno mettendo le ruote e soprattutto del perché lo si sta facendo.
Servono sempre? Assolutamente no, dipende tutto dal tipo di strada, l’asfalto e il traffico che troviamo… però vogliamo migliorare la nostra guida o vogliamo continuare ad andare al pascolo in corsia trasportati dal vento del sentimento?
Molto meglio sapere come impostare una traiettoria, una curva, e decidere consciamente di non farlo, per questo o quel motivo, che ritrovarci nella situazione opposta, in cui se l’avessimo saputa impostare ci saremmo tolti da un impaccio.

Cerchiamo di vedere queste tecniche, questi modi di guidare, come degli strumenti nella nostra cassetta degli attrezzi, li acquisiamo e li mettiamo da parte, pronti per utilizzarli solo nel momento del bisogno. Se mi trovassi in una situazione d’emergenza non vorrei mai trovarmi con la cassetta mezza vuota, ma al contrario vorrei l’imbarazzo della scelta su cosa usare per risolverla. (e di sicuro non mi servirebbe a nulla quella tavoletta di legno…)
La cosa bella è che per allenare questo aspetto della guida non serve andare oltre i nostri limiti, perché una volta fatta pratica a bassa velocità possiamo portare questa stessa capacità anche a velocità maggiori.
Essere in grado di analizzare la situazione e interpretare la linea giusta su strada è ancora più importante che in pista, perché tra i cordoli se sbagli una traiettoria ne risente solo il cronometro e il tuo orgoglio(forse), ma su strada se sbagli una curva ne risente fisicamente la tua pellaccia! Quindi saper impostare bene una curva su strada è molto più importante ai fini della sicurezza. Allo stesso tempo però può essere molto più difficile farlo dato che ogni curva è diversa dall’altra e non si ripetono mai a meno che non ci mettiamo a fare su e giù di continuo come i postini del coglionecchio.
Ecco perché a differenza della pista, dove serve buona memoria per ricordarsi i punti di riferimento, le traiettorie ecc…su strada serve una buona vista e il colpo d’occhio per riuscire a interpretare nel minor tempo possibile la strada che ci si para davanti. Questo secondo argomento infatti viene subito dopo il primo, in cui abbiamo parlato proprio della vista. Imparare ad usare quel tipo di visione ci facilita enormemente questo secondo punto.
Visto l’infinità di curve che possiamo trovare su strada è impossibile dire fai così e così perché non sarebbe utile a nessuno, è invece qualcosa che dobbiamo provare noi stessi e portare avanti con il bagaglio d’esperienza che ognuno di noi ha. Ma tranquilli, più avanti nell’articolo vediamo alcune linee guida, così possiamo orientarci meglio. Oltre a questo, ci sono comunque dei punti che può aiutare avere sempre ben a mente:

Innanzitutto due ipotetiche curve identiche in tutto e per tutto, ma una a sinistra e una destra, avranno sempre traiettorie completamente diverse. Questo perché a destra c’è la cunetta che ostruisce parte della visibilità che invece è libera nelle curve a sinistra. Questo ci porterà a ritardare di più l’ingresso in quella a destra rispetto all’altra, proprio per permetterci di sbirciare quanta più strada possibile davanti a noi prima di impegnarci in una linea.
Idealmente non dovremmo chiudere la traiettoria finché non riusciamo a vedere l’uscita, altrimenti rischiamo che la curva chiuda più del previsto costringendoci ad allargare o a piegare di più. Nel caso in cui questo non fosse possibile, c’è poco da fare se non regolare l’andatura in base a quello che riusciamo a vedere.
Tutto quello che abbiamo detto è valido se presumiamo di guidare su una bella strada liscia, pulita e…viene da ridere anche a voi?
Quindi nel caso invece più realistico di strade devastate e sporche, bisognerà scendere a compromessi anche con la linea da tenere e di conseguenza con l’andatura, rendendo meno importante impostare una curva ad arte. Ma solo perché sappiamo farle non vuol dire che dovremmo disegnare sempre delle belle linee in tutte le situazioni, basta avere la consapevolezza di quando ci conviene, o possiamo farlo, e quando no.

Teniamo bene a mente che generalmente il centro della corsia è quello che potrebbe essere più sporco, perché meno battuto dalle gomme dei mezzi a 4 ruote e perché possibili gocce d’olio o altri liquidi cadono lì visto che i motori delle auto passano su quella fascia. Di contro i lati della corsia sono idealmente i più puliti. Occhio però, non si intende i bordi della corsia, vicino le strisce per intenderci, perché quelle sono le zone più sporche e scivolose in assoluto, ma se immaginiamo la corsia divisa in 3 parti, sto parlando del centro delle due fasce laterali. Purtroppo queste zone sono si quelle più battute dalle gomme, e quindi più pulite, ma anche per questo sono quelle con più buche e sconnessioni. Proprio perché col passaggio dei mezzi, anche pesanti, queste zone d’asfalto si rovinano prima. Quindi teniamo a mente anche questo aspetto quando elaboriamo una traiettoria per la curva davanti a noi. (senti che ogni buca o sconnessione che prende la moto è come una bastonata alla schiena? Mai hai fatto il SAG?)
Al netto di tutte queste variabili, se ci capita una bella curva più o meno intatta, pulita e con buona visibilità ci sono 2 idee di linea che possiamo applicare alla nostra curva. (esempio curva a destra)

la prima in rosso è la classica largo-stretto-largo che sicuramente abbiamo sentito o c’hanno già raccontato. Ossia mi tengo esterno alla curva in ingresso, stringo verso l’interno a metà, più o meno, e in uscita ritorno esterno. Per quanto questa sia la traiettoria migliore in termini di allargare al massimo il raggio della curva così da permetterci di piegare di meno, però stiamo anche rischiando qualcosa in più, visto che una volta in uscita, qualsiasi cosa accada, non potremmo andare ancora più esterni, lo siamo già, ma avremo solo spazio di manovra verso l’interno.
Questo ci porta alla seconda linea (in blu), ossia esterno-interno-centro. questa è una traiettoria più conservativa, ma non solo per l’uscita che, rispetto alla prima, ci lascia comunque più margine di manovra sia a destra che a sinistra, ma anche per tutto l’arco della curva. Perché con questa linea ritardiamo di più l’ingresso, dandoci più tempo per elaborare quello che c’è più avanti prima di buttarci dentro, avendo così la moto già direzionata verso il centro della corsia quando arriviamo all’interno della curva.
Naturalmente tutto questo decade miseramente se, come dicevo all’inizio, le condizioni dell’asfalto, il tipo di strada o il traffico non lo permettono.
Nel prossimo episodio approfondiremo un aspetto spesso sottovalutato su strada ma molto importante!







