Dalle “gomme del fermone” al “centimetro della vergogna” le gomme non “chiuse” hanno ricevuto tanti nomignoli nel tempo, in questo articolo vediamo di sfatare uno dei miti e usanze più radicate nel mondo del motociclismo su strada.

Molte volte chiudere le gomme diventa un chiodo fisso per tanti motociclisti, che siano alle prime esperienze o che abbiano già macinato molti chilometri. Ma ora vediamo di mettere le cose in chiaro sul perché cercare di chiudere le gomme non è un misuratore di bravura e anzi, è potenzialmente molto pericoloso. Metto però subito in chiaro che questo non sarà un articolo con la paternale incorporata, qui nessuno è un santo, ma vedremo fatti tangibili, dati alla mano.

Definiamo innanzitutto cosa si intende per chiudere le gomme:

hai presente le zone esterne, le spalle, di gomma inutilizzata che possiamo trovare sulle gomme?

 

 

Tra i motociclisti hanno i nomignoli più disparati con ogni combinazione di aggettivi che possano far capire al suo possessore, nel modo più “delicato” possibile, quanto sia incapace nella guida…non c’è niente di più sbagliato in questo e tra poco ci arriveremo.

Ad ogni modo riuscire a pulire tutta la gomma, quando siamo su strada, dipende anche dal tipo di gomma che stiamo usando. Ad esempio:

gomme con carcasse e mescole più morbide si muoveranno di più di altre, ma anche l’impronta a terra sulla spalla sarà diversa, riuscendo a pulirla con più facilità.  Bisogna calcolare anche differenze di profilo, quelle più appuntite richiedono un angolo di piega maggiore per arrivare al limite della spalla, cosa che su strada è molto più difficile che in pista. Quelle con profilo più rotondo invece sono più facili da chiudere su strada. Per esempio, le Michelin Power Gp sono un’ottima via di mezzo perfette per la strada e molto buone anche in pista. Senza parlare del fatto che se stiamo usando gomme vecchie, indurite e/o gomme ormai squadrate, sarà molto più difficile arrivare alla spalla, se non proprio pericoloso, perché la gomma non ci darà più un grip uniforme durante tutta la discesa in piega.

Per gomme squadrate, mi riferisco a quelle che hanno perso il loro profilo rotondo, uniforme, e risultano appunto, un po’ squadrate, appiattite nel centro. Basta vedere una qualsiasi gomma di uno scooter in città per capirlo, visto che è difficile vedere scooteristi col ginocchio a terra sulle rotatorie. È possibile rovinare delle ottime gomme prima del tempo e mi riferisco a quei “fulmini di guerra” su strada che ad ogni rettilineo danno il gas a 4 mani per poi inchiodare alla prima curva. (Con questa mini-serie anche loro miglioreranno)

Per quanto non sia un problema fare una curva alla velocità che si preferisce, farsi invece lunghi tratti di rettilineo a gas spalancato, consumerà molta gomma al centro rispetto a quanto sia possibile fare sulle spalle, così facendo si finisce per squadrarle. Si avverte subito l’effetto di una gomma del genere alla guida, perché quando proviamo a scendere in piega sentiremo, arrivati nella zona dello spigolo, come se la moto non volesse scendere in piega.

 

 

Ma perché chiudere le gomme non è un misuratore di bravura?

Perché semplicemente chiunque può farlo, basta andare in un parcheggio qualsiasi girando in cerchio a bassa velocità e hai fatto. Gomma chiusa.

Stesso concetto, ma al contrario su strada: posso avere una bella andatura allegra eppure riuscire a non chiudere le gomme perché in tutte le curve mi appendo fuori la moto come fossi un pilota da MotoGP, riuscendo quindi a curvare inclinando il meno possibile.

Ricorda sempre che le curve si affrontano piegando il necessario, non di più, solo l’inclinazione che serve a quella velocità per fare la curva. Se vogliamo piegare di più la moto, dovremmo affrontare la curva con una velocità maggiore e/o con una traiettoria più tonda, ma non piegheremo mai la moto più del necessario, è fisicamente impossibile.

Teniamo a mente che su strada più si piega più si è a rischio e se ci pensiamo, è la stessa cosa che succede a chi va in pista. Si cerca sempre di piegare il meno possibile e per meno tempo. possiamo fare una curva ad una stessa velocità ma con inclinazioni diverse, tutto sta nel come ci muoviamo in sella e che posizione del corpo assumiamo. Più ci spostiamo col corpo verso l’interno della curva e meno dovremo piegare la moto, questo è un ottimo strumento nelle nostre mani.

Anche le sospensioni lavorano meglio quanto più stanno in verticale, riuscendo ad assorbire le sconnessioni dell’asfalto. Quindi più pieghiamo e meno saranno in grado di lavorare bene per la nostra stabilità. Infatti, in curva la spalla della gomma tende a schiacciarsi e se prendiamo una sconnessione, o una buca, rischiamo con più facilità di piegare il cerchio e pizzicare le tele della carcassa, buttando la gomma…o peggio innescando una caduta.

I più ostinati rimarranno comunque col chiodo fisso di voler chiudere le gomme, quindi come facciamo? C’è una sola e unica soluzione:

non pensarci e divertiti! non c’è un metodo, una formula magica, è solamente questione di tempo e pratica con la nostra moto, semplicemente guidare, eventualmente chiuderai anche tu le gomme. Però anche se non dovesse succedere, fregatene! non vuol dire assolutamente nulla.

Ognuno vive la propria passione come meglio crede, ma se vai in moto solo per dimostrare qualcosa agli altri, allora lascia perdere, la moto non ti darà soddisfazioni, né su strada né in pista. Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te.

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